Mio figlio lunedì 14 settembre comincia la seconda elementare nella scuola primaria di *, dove viviamo. Parlato direttamente con le maestre ho chiesto alcuni chiarimenti sul comportamento che i bambini dovranno tenere. Fra le varie cose, tutte atte a rendere i nostri figli dei FOBICI SOLDATINI, mi premeva sottolineare 1 comportamento in particolare. – All’entrata della scuola una BIDELLA punterà alla fronte di ogni bambino, ogni santo giorno, un termoscanner per misurare la temperatura. Possibile sia tutto normale che un dipendente scolastico possa fare una cosa del genere? Possibile non debba esserci come minimo un operatore sanitario? Possibile che tutto ciò sia accettato da tutti e soprattutto sia una cosa legale? Possibile opporsi, rifiutarsi, misurando la temperatura a casa? Quali danni arrecano le onde dei termoscanner usati quotidianamente e puntanti alla testa? Possibile POSSANO RIFIUTARSI DI ACCETTARE IL BAMBINO SE NON VIENE SOTTOPOSTO A TERMOSCANNER? Poi ci sono gli igienizzanti, le corsie di entrata e uscita da percorrere a distanza di un metro uno dall’altro con mascherina, appunto la mascherina al di fuori di quando si è seduti al banco, in mensa distanziati e 3 per tavolo, ricreazione separati in piccoli gruppi, e tante altre cose che sicuramente causeranno problemi psicologici ai bambini, problemi comportamentali, fobie, ansie, paure. Ora mi chiedo se da parte vostra si possa intervenire negli eventuali illeciti che purtroppo, noi comuni mortali, non possiamo sapere e vorremmo, almeno io, sopprimere per il bene collettivo. Nonostante mi renda conto che nella nostra scuola probabilmente sarò solo io a fare tale richiesta, qualsiasi azione atta a fermare gli illeciti può avere valore anche se richiesta da un solo elemento?

Nella newsletter #20 sarà fornito un vademecum sulla scuola in cui vi suggeriremo in via alternativa o cumulativa di a) offrire le linee guida in sostituzione di quelle offerte dal ministro Azzolina oppure b) qualora non vengano accettate diffidare la scuola.  Ad ogni buon conto suggerisco di inoltrare una richiesta di informazioni al dirigente scolastico in cui formalizza le perplessità di cui sopra ed evidenziando inoltre le seguenti: 

“Tra le misure di sicurezza e prevenzione predisposte dall’istituto che Lei dirige, una particolare enfasi è attribuita alle procedure di disinfezione e igienizzazione dei locali, delle superfici e delle attrezzature di uso comune, attraverso specifici detergenti ad azione virucida. È stabilito inoltre in capo agli studenti (oltre che al personale scolastico) il “dovere” di procedere a una frequente disinfezione delle mani attraverso appositi dispensatori di soluzione alcolica messi a disposizione dalla scuola. 

Con riferimento a queste prescrizioni, poiché sappiamo che la scuola tiene in precipua considerazione la salute e il benessere degli studenti e infatti, anche per legge, è chiamata ad assicurare un ambiente salubre e adatto alla permanenza protratta di soggetti in giovane età – dovendo rendere conto di ciò attraverso la redazione e il periodico aggiornamento di uno specifico Documento per la Valutazione dei Rischi per la salute e la sicurezza (art. 17 d.lgs 81/08) – ci preme sollevare l’attenzione Sua e di eventuali altri responsabili della sicurezza sui rischi connessi al contatto o alla ingestione/inalazione di sostanze tossiche, nonché alla applicazione continuata di prodotti potenzialmente nocivi per il microbiota cutaneo e il film idrolipidico della pelle.  

Si deve considerare, tra l’altro, come nella temperie attuale sia particolarmente facile che le mani vengano portate spesso a contatto con il viso (occhi, naso, bocca), non fosse che per indossare o togliere la mascherina secondo le relative disposizioni.  

A seguito della presente, in caso di incidenti legati all’utilizzo dei detergenti e delle mascherine o nel caso di insorgenza di sintomi suggestivi di patologie allergiche e/o asmatiche riconducibili a detto utilizzo, non potremo che ritenere responsabile la scuola per gli eventuali danni subiti. 

Si chiede, inoltre, con la massima urgenza di ricevere le schede tecniche delle mascherine distribuite dalla scuola onde accertare materiali di costruzione, tipologia, infiammabilità, emissioni nocive, allergie ed intolleranze ed altre eventuali controindicazioni, conformità alla legge e se si tratta di dispositivi in grado di proteggere dalla diffusione di virus e batteri. 

In ipotesi negativa ovvero di inidoneità a proteggere a maggior ragione l’obbligo che viene imposto dalla Sua scuola  e’ ancor più illegittimo. 

Si chiede di conoscere se trattasi di dispositivi di cui  all’articolo 16, comma 2, D.L. 17 marzo 2020 n. 18, o di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1997, n.46 o altro ancora. A seguito della presente, in caso di incidenti legati all’utilizzo delle mascherine o nel caso di insorgenza di sintomi suggestivi di patologie allergiche e/o asmatiche o di altra natura anche psicologica riconducibili a detto utilizzo, non potremo che ritenere responsabile la scuola per gli eventuali danni subiti.”