Relativamente alle museruole, una domanda per gli avvocati: tenendo conto che lo psicologo è professione sanitaria (LEGGE 11 gennaio 2018, n. 3), che riconoscimento avrebbe un’eventuale certificazione che “un proprio paziente non può indossare la museruola in quanto potrebbe provocargli attacchi di panico (tra le problematiche trattate da uno psicologo e che è abilitato a diagnosticare), i quali sebbene non intrinsecamente pericolosi costituiscono un’esperienza soggettivamente terribile e capace di mettere a rischio, o aggravare, l’intero quadro psicologico, ivi comprese patologie psichiatriche riconosciute dal DSM”? Nell’attuale quadro normativo una tale certificazione avrebbe un valore legale analogo a quello, ad esempio, di una certificazione medica di incompatibilità col dispositivo per problematiche di asma, oppure no? Nel caso la certificazione fosse riconosciuta, potreste aiutarci a trovare la migliore formula con cui effettuarla?

A mio parere può costituire un caso di esenzione dall’uso della mascherina. Lo psicologo dovrebbe specificare che il soggetto è in cura per quella patologia e che non è possibile prevedere quando potrà capitare di avere un attacco di panico. Si dovrebbe specificare che esso può manifestarsi con senso di soffocamento, tachicardia etc e che per tali motivi l’utilizzo della mascherina potrebbe facilitare e/o aumentare l’insorgenza dei casi aggravandone significativamente le conseguenze.