Vorrei sapere che cosa rischiano i piccoli negozianti nel farmi entrare nello loro locale senza mascherina. Ovvero…io mi assumo le mie responsabilità e se un’autorità mi pone delle domande, do rispondere. Ma il piccolo negoziante, a cosa invece va incontro? Sanzione? Oppure é responsabilità mia?

Occorre partire, per quello che riguarda il quesito da lei posto, dall’articolo 1, punto 2, lettere u) e v), del decreto legge n. 19 del 2020 (convertito poi in legge n. 35 del 22 maggio 2020).
Queste due norme stabiliscono in generale, sia per le attività commerciali di vendita al dettaglio o all’ingrosso che per le attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, compresi bar e ristoranti determinate prescrizioni.
DISTANZIAMENTO
per quanto riguarda la misura della distanza interpersonale minima di un metro, i gestori dei locali possono essere sanzionati solo se non hanno predisposto le condizioni per garantire il rispetto di tale distanza tra i clienti dei loro locali
Quindi, se all’interno dei locali il gestore ha garantito che la distanza interpersonale possa essere agevolmente rispettata (distanziando ad esempio i tavoli e separando le correnti in entrata e uscita), ma i clienti non la rispettano per una loro imprudente condotta, ad essere sanzionato potrà essere solo il cliente. Mentre sarà sanzionato il gestore se il locale non sarà stato adeguatamente organizzato per garantire che la distanza possa essere osservata.
MASCHERINA
Per quanto riguarda l’uso di mascherine, il decreto legge n. 19 del 2020 non parla mai dell’obbligo del gestore dei locali dove si svolgono attività di vendita al dettaglio o di ristorazione di far indossare dispositivi di protezione individuale (questa possibilità è prevista solo dall’articolo 1, punto 2, lettera gg) del decreto per i servizi di pubblica necessità tra i quali non rientrano le attività commerciali), mentre invece il vecchio Dpcm del 17 maggio 2020, non più in vigore imponeva lo svolgimento delle attività commerciali a condizione che sia assicurata anche l’applicazione dell’allegato 11 dello stesso d.p.c.m. che al punto 5 (applicabile appunto alle attività commerciali).
In definitiva quindi essendo non più in vigore il Dpcm 17 maggio 2020 si applicano solo i protocolli delle singole Regioni che impongono l’uso delle mascherine non solo ai clienti, ma richiedono anche ai gestori delle attività che lo svolgimento dell’attività nei loro esercizi avvenga assicurando che le mascherine siano indossate.
Pertanto è possibile che, in base norme regionali, se un cliente non indossa una mascherina venga sanzionato sia il cliente che il gestore anche se il decreto legge n. 19 del 2020 non prevede affatto un obbligo di assicurarsi che i clienti indossino le mascherine a carico dei gestori dei locali dove si svolgono attività commerciali di vendita al dettaglio e di ristorazione.
Rimane ancora in vigore l’ordinanza del ministro Speranza del 17 agosto che prevede l’uso obbligatorio della mascherina dalle 18 alle 6 (ll’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti). Non sono previste deroghe regionali, e le singole Regioni possono soltanto imporre regole più restrittive di quelle indicate dal Governo. La violazione della norma in caso di controlli comporta una sanzione che va dai 400 ai 3000 euro.