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Protesta formale Limiti 5G

Onorevole deputato, Onorevole senatore,

nell’Osservazione 15) contenuta nella Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza approvata il 24 Marzo 2021 dalla IX Commissione (Trasporti, poste, telecomunicazioni) della Camera dei Deputati, si chiede di innalzare per legge i limiti soglia d’irradiazione elettromagnetica in vigore da orami 23 anni, per poter passare dall’attuale media di 6 V/m ad un massimo di 61 V/m (valore per il campo elettrico generato dalle radiofrequenze/microonde per esposizioni all’interno di edifici adibiti a permanenza non inferiore a quattro ore giornaliere, DM 381/ 98 e DPCM 8/7/2003) e da 0,1 Watt/mq ad un massimo di 10 Watt/mq (valore per la densità di potenza del campo elettromagnetico in alta frequenza). Nonostante si tenda a voler ritenere i 61 V/m come lo standard dei valori vigenti in tutta Europa (in realtà solo Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna li adottano, a differenza di Svizzera, Italia, Austria, Belgio, Turchia e i Paesi dell’est europeo – Bulgaria, Polonia, Croazia, Slovenia – nei quali vigono limiti molto più stringenti e protettivi), questa soglia ignora completamente gli aggiornamenti in peer-reviewed disponibili in letteratura biomedica nelle numerose evidenze scientifiche, che invero dimostrano effetti biologici non termici ben al di sotto dei 6 V/m, anche molto gravi e fino a forme tumorali, motivo per altro delle raccomandazioni già contenute nei Report del Bioinitiative Group, del Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e dell’Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011, in cui si invitano i governi nazionali ad un abbassamento dei limiti di legge a 0,6 V/m nell’immediato e a 0,2 V/m sul lungo termine, assodato che gli effetti sugli organismi viventi si possano manifestare già a valori di 0,002 V/m.

Pertanto con l’obiettivo di sensibilizzare il Parlamento italiano a mantenere nell’immediato i limiti di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici radiofrequenze onde non ionizzanti, riducendone poi i livelli nel breve periodo, da Martedì 13 Aprile 2021 la rete civica di gruppi, comitati ed associazioni riunite nel comitato nazionale dell’Alleanza Italiana Stop 5G ha messo in moto una virtuosa staffetta ad oltranza di cittadini in sciopero della fame che oggi – giunti al nono giorno consecutivo di protesta gandhiana – conta 120 aderenti in tutta Italia che si stanno alternando, proseguendo nello sciopero fino alla conclusione del voto parlamentare sul PNRRL’iniziativa, per altro, viene poi quotidianamente accompagnata da eventi pubblici, dichiarazioni a mezzo stampa, manifestazioni e presidi sui territori, in questi giorni interessate tra le altre anche le città di Reggio Calabria, Bergamo, Bologna, Varese, Roma, Torino e alcuni centri delle regioni Sicilia e Abruzzo.

Ispirata dalla Dott.ssa Fiorella Belpoggi direttrice dell’Istituto Ramazzini (suo l’aggiornamento scientifico sulla ricerca della cancerogenesi delle radiofrequenze onde non ionizzanti assunto dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro IARC per la rivalutazione entro il 2024 della classificazione tra gli agenti cancerogeni), Alleanza Italiana Stop 5G ha poi promosso una petizione popolare on-line. Raccolte quasi 64.000 firme di cittadini italiani, la petizione chiede quindi al Governo e al Parlamento di mantenere gli attuali valori limite di legge nella soglia d’irradiazione elettromagnetica, puntando sulla minimizzazione del rischio proprio come indicato nei Report del Bioinitiative Group, dal Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e l’Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011, volta ad un abbassamento dei limiti di legge a 0,6 V/m nell’immediato e a 0,2 V/m sul lungo termine, valutando tutte le opinioni critiche e i giudizi negativi giunti dalla comunità scientifica in merito agli effetti di un eventuale innalzamento dei limiti di legge, abrogando altresì l’articolo 14 del Decreto Sviluppo “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (DL n° 179 del 18/10/2012 pubblicato sulla G.U. n° del 19/10/2012), che impone una misurazione dei campi elettromagnetici su una media di 24 ore (valore arbitrario), anziché sui 6 minuti (valore basato su motivazioni biologiche)”.

La petizione promossa dall’Appello internazionale ‘Stop 5G dalla Terra e dallo Spazio’, consegnata già nel 2020 al Ministero della Salute da Alleanza Italiana Stop 5G e indirizzata ai governi nazionali, ad oggi ha poi raccolto 300.917 firme provenienti anche da medici e scienziati di 214 nazioni al mondo e sostiene come “i governi del mondo stanno venendo meno al loro dovere di prendersi cura delle popolazioni che governano”. Parte della richiesta di adottare politiche cautelative, oltretutto, risulta essere in linea con quanto l’8 Ottobre 2019 la Camera dei Deputati ha approvato nella mozione della maggioranza, con la quale il Governo italiano è stato formalmente impegnato – tra l’altro – a “garantire un monitoraggio costante e continuo da parte del Comitato interministeriale per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento elettromagnetico, di cui alla Legge del 22 Febbraio 2001, n. 35, che tenga conto dei risultati della ricerca scientifica internazionale in tema di elettromagnetismo”.

Per denunciare i gravi pericoli dell’inquinamento elettromagnetico nell’implementazione dell’inesplorata tecnologia wireless del 5G, priva di studi preliminari e parere sanitario preventivo previsto invero dalla Legge di Riforma Sanitaria n. 833 del 1978, sempre Alleanza Italiana Stop 5G il 1° Ottobre 2019 ha partecipato ad un workshop nel Parlamento europeo (relatore anche il Prof. Martin Pall della Washington University – USA) e il 5 Novembre 2019 presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati ha poi tenuto il convegno internazionale dal titolo “Moratoria nazionale, 5G tra rischi per la salute e principio di precauzione”, con la partecipazione di alcuni tra i massimi esperti al mondo sul tema, tra i quali la Dott.ssa Annie J. Sasco (22 anni di lavoro alla IARC di cui 9 anni come capogruppo e poi capo unità di epidemiologia per la prevenzione del cancro), il Prof. Olle Johansson (neuroscienziato già del Royal Institute of Technology e del Karolinska Institute) e i medici Dott. Marc Arazi (Francia) e Dott.ssa Patrizia Gentilini (oncologa, ISDE Italia, Medicina Democratica).

Anche per questo sul 5G è acceso il dibattito all’interno della Commissione europea, dove il Panel per il futuro della scienza e della tecnologia (STOA) il 7 Dicembre 2020 ha seriamente messo in discussione l’affidabilità delle politiche dettate dalla Commissione Internazionale sulla Protezione dalla Radiazioni non Ionizzanti (ICNIRP). Nella sessione presso l’Unità di previsione scientifica del Parlamento europeo, organo ufficiale composto da membri parlamentari attraverso il quale si definiscono – a livello comunitario – le valutazioni su scienza e nuove tecnologie per identificare strategie a lungo termine utili alle commissioni dell’UE nel loro ruolo decisionale, Arno Thielens del Ghent University – imec, Ghent (Belgio) ha infatti affermato come l’ICNIRP produca una documentazione parziale e non complessiva della letteratura biomedica disponibile, assente anche la parte sull’impatto nell’ecosistema (flora, fauna), mentre per il francese Gerard Ledoigt della Clermont Université, Clermont-Ferrand, le radiofrequenze onde non ionizzanti rappresentano “una tossicità e ICNIRP non è adeguata alla studio, serve una moratoria sul 5G per uno studio indipendente che chiarisca gli affetti“, così come Elisabeth Cardis dello spagnolo Global Radiation Programme al Barcellona Institute for Global Health, ha dichiarato di trovarci “a corto di ricerca sui protocolli di misurazione, sull’esposizione, nonché esperienze in vivo e in vitro per valutare l’impatto della rete 5G sulla salute ′′.

Se però dall’ICNIRP derivano le linee guida 2020 in cui sono stati arbitrariamente fissati a 61 V/m i limiti soglia delle emissioni elettromagnetiche, non si può ignorare come la stessa ICNIRP altro non sia che l’ente privato con sede in Germania, composto per lo più non da medici né biologi ma da fisici e tecnici, già al centro di numerosi scandali per conflitti di interessi per stretti legami con l’industria della telecomunicazioni, nel 2019 giudicato inattendibile anche dalla Corte d’Appello di Torino nella sentenza emessa in favore di un lavoratore danneggiato dall’uso prolungato di telefono mobile.

Quindi, Onorevole deputato, Onorevole senatore, nel rinnovo della richiesta di moratoria nazionale sul 5G ispirata al principio di precauzione e di prevenzione del danno, Alleanza Italiana Stop 5G Le chiede di potersi fattivamente adoperare per scongiurare l’innalzamento dei limiti soglia di legge d’irradiazione elettromagnetica, puntando anzi alla minimizzazione del rischio ambientale e sanitario, consapevoli dei pericoli e danni finora già procurati dall’ubiquitaria, massiccia, cumulativa, multipla e pervadente presenza di campi elettromagnetici/radiofrequenze, anche al di sotto degli attuali limiti consentiti. All’uopo si allegano i seguenti dossier e documenti divulgativi predisposti dall’Alleanza Italiana Stop 5G, nei quali Le sarà possibile trovare anche i casi emblematici di cittadini ammalati da elettrosmog e numerosi link di riferimento per approfondimenti scientifici sul tema.

1) dossier ‘Io esisto, mai più senza diritti’
2) dossier ‘La scuola elettromagnetica’
3) Disconnessi newsletter – ‘Vittime e malati ci sono già, cos’altro serve per fermare il 5G?
4) Disconnessi newsletter – ‘Basta negazionismo, mai più conflitti d’interessi’
5) Disconnessi newsletter – ‘Scienza un tanto al chilo’

Codiali saluti
(nome cognome)

Testo email formulato da Alleanza Italiana Stop 5G

Petizione supportata da Federazione Rinascimento Italia

Email ricevente:
Commissione Affari Costituzionali,
Commissione Ambiente,
Membri del parlamento Italiano

Inserisci i tuoi dati e schiaccia invia per mandare a tuo nome il testo qui a fianco agli indirizzi indicati.

Protesta formale Limiti 5G

41,714 firme

Il Parlamento sta approvando l’abrogazione della norma sui 6 V/m (emendamento Italia Viva di Renzi), favorendo quindi di fatto l’adozione dei 61 V/m, svuotando poi i Comuni di qualsiasi possibilità di adozione di misure cautelative sui siti sensibili.

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Oggetto: DOMANDE AI GIORNALISTI DI QUALITÀ FONTANA, GIANNINI, MOLINARI

Cari Direttori,

Ieri, 17 agosto 2020, in italia sono morte 1.997 persone (media giornaliera in linea con le statistiche nazionali).

Di queste povere creature: 600 ci hanno lasciato per infarto, 500 per cancro, 894 Parkinson, Alzheimer, MS, ME, Diabete, SLA, incidenti stradali, infezioni ospedaliere etc…
3 morti “con” il Covid con età superiore a 82.5 anni con chissà quali patologie pregresse identificati con un test che dà l’80% di falsi positivi.

Questi sono i veri numeri della “pandemia di asintomatici”, il resto è sempre e solo terrorismo mediatico, business vaccinale e interessi politico finanziari mondiali.
Siete in grado di smentirci e dire che è falsa anche questa notizia e che magari oltre a non rispettare gli standard vostri di qualità giornalistica, incita all’odio?

Attendiamo risposta…

Richiesta di NON prorogare ulteriormente lo stato di emergenza

Spettabile Presidente Mattarella,
spettabile Presidente del Consiglio dei Ministri,
spettabili Membri del Parlamento italiano,
spettabili Presidenti di Regione,
spettabile Ministri del Governo italiano,
cc: i rappresentanti dei media italiani

secondo notizie di stampa, a breve delibererete l’ulteriore proroga dello stato di emergenza pandemica, nonostante:

– gli ospedali siano vuoti
– i malati COVID-19 siano rarissimi
– i positivi al test siano praticamente tutti asintomatici

Questi fatti sono dimostrati e dimostrabili, confermati da innumerevoli scienziati e medici di tutto il mondo, compresi esperti italiani che potete invitare entro 24 ore a relazionare Governo e Parlamento. È anche oramai assodato che i test utilizzati e le relative analisi non sono adatti a rilevare il virus e la carica virale; sta per questo partendo in Germania una gigantesca class action per risarcimento danni nei confronti delle entità pubbliche responsabili di aver introdotto test completamente inutili, che vengono però utilizzati per giustificare la continuazione dello stato di emergenza. Per Vostra comodità, abbiamo creato un primo archivio di schede illustrative semplici da comprendere, ancorchè tutte supportate da bibliografia che i vostri esperti non possono non conoscere.

Al di là di questo, anche se fosse vero che il virus è ancora presente con forte carica virale e pericoloso nel far ammalare le persone (ma non vi è evidenza di ciò…), la Sars-Cov2 oramai si cura ed esistono anzi moltissime cure efficaci e pure poco costose. Abbiamo riassunto in questo documento l’evidenza medica, con link alle fonti, che vi preghiamo di leggere attentamente.

Se deciderete di prorogare lo stato di emergenza, senza alcuna evidenza scientifica o logico-razionale a supporto di tale decisione, le conseguenze sul tessuto socio-economico e sulla salute degli italiani saranno devastanti: chiusura di partite IVA ed imprese, disoccupazione di massa, suicidi, depressione e molto altro ancora.

Gli scriventi ritengono che sia diritto esclusivo dei cittadini decidere se correre o meno il rischio di ammalarsi, così come già avviene per l’influenza e per tantissime altre malattie, sapendo che ora i medici sanno come curare con successo anche il COVID-19. La povertà e l’infelicità, invece, non si curano.

Trovate in allegato l’elenco dei cittadini che hanno firmato questa mail di richiesta e sul sito www.orabasta.info la petizione.

Vi preghiamo di decidere in coscienza ed amore per il Paese e per tutti gli abitanti che vi hanno dato fiducia nella gestione del bene pubblico. Siamo sicuri che non vorrete rimanere nella storia come italiani i cui nomi verranno infangati per sempre.

PS: Federazione Rinascimento Italia (FRI), è l’associazione civica per la difesa dei diritti e delle libertà di tutti che ha messo gratuitamente a disposizione il servizio di inoltro mail via PEC a tutti i cittadini italiani firmatari di questa petizione.

Oggetto: Vs documento Integrazione Regolamento d’Istituto

Signora Garron e signora Gallo, Federazione Rinascimento Italia, insieme al sindacato SINALP, difende bambini, ragazzi e le loro famiglie, ma anche insegnanti e presidi ancora degni di questo nome, da abusi e soprusi che alcuni dirigenti scolastici stanno mettendo in atto. Tantissimi associati e persone per bene, parte de IL MILIONE – un gruppo di protesta civica di già 21.000 persone – ci hanno segnalato il  vostro recente documento, che prevede la punizione degli alunni non rispettosi dei protocolli di sicurezza COVID-19. Siamo basiti ed indignati – e con noi quasi 30.000 persone – della vostra decisione, altamente diseducativa e con palese danno psicologico e quindi anche fisico (forse lo ignorate, ma psiche e salute sono strettamente correlate) dei ragazzi che dovreste invece tutelare. Ne risponderete ovviamente sia in sede civile che penale.

È nostra ferma convinzione – supportata da una montagna di evidenza fattuale, che evidentemente voi non vi prendete nemmeno cura di ricercare – che i contenuti del vostro documento siano privi di ogni fondamento scientifico e prevedano azioni illegali, diseducative e contrarie alla dignità e alla salute di bambini e ragazzi. Avendolo scritto, vi fate carico delle conseguenze.

Per tali motivi, i firmatari chiedono che:

A. si proceda ad immediata abolizione del protocollo “in toto”, con il ripristino della situazione ex ante

B. la dirigenza scolastica voglia rassegnare le dimissioni per manifesta incapacità nel proteggere i minori affidati e si riservano ogni azione per l’immediato ripristino della legalità, del rispetto e della dignità dovuti all’infanzia e alla gioventù senza alcun compromesso.

Il firmatario:

Oggetto: att.ne sig.ri Angelo Prontera e Roberto Stefana – Vs missiva

Prendiamo atto della vostra “rettifica” a fronte di ben 500 mail inviate alla dirigenza dai genitori e dai cittadini a cui sta a cuore il bene della scuola e del paese intero. Tuttavia non ci reputiamo affatto soddisfatti e consideriamo le correzioni al protocollo del tutto formali e inadatte a modificare nella sostanza il terrificante e disumano trattamento che intendete riservare ai nostri figli. In particolare, osserviamo che:

1. nella vostra comunicazione vi limitate a ribadire quanto previsto dal Protocollo di intesa per l’avvio dell’anno scolastico (…). È nostra ferma convinzione che i contenuti di questo documento siano privi di ogni fondamento scientifico e prevedano azioni illegali, diseducative e contrarie alla dignità e alla salute di bambini e ragazzi. Accettandolo, vi fate carico delle conseguenze.

2. nella “rettifica” non c’è alcuna sostanziale abolizione del principio secondo cui il bambino può essere allontanato dalla famiglia per motivi di salute, di per sé aberrante, ma semplicemente mantenendo fermo il presupposto lo si diluisce nella ambigua formula “quanto prima possibile”, che lascia intendere chiaramente le intenzioni degli estensori: permettere alle autorità sanitarie di disporre arbitrariamente del minore per il tempo necessario ad espletare qualsivoglia trattamento sanitario ritenuto necessario, senza il previo consenso dei genitori. Si tratta a tutti gli effetti di reati penali di cui il Preside sarà chiamato a rispondere.

3. c’è il sospetto che la “ritrattazione” nasconda in realtà una strategia tanto subdola quanto pericolosa. Infatti mentre da un lato si ribadisce che “nessuna decisione definitiva verrà presa senza il coinvolgimento e il confronto con la componente genitoriale ecc.”  dall’altro non solo i genitori non sono mai stati invitati a discutere il protocollo scolastico, ma addirittura l’impianto complessivo tradisce che la Dirigenza ha già deciso da che parte stare. E non è quella dei bambini che invece dovrebbe proteggere.

Per tali motivi, i firmatari chiedono che:

A. si proceda ad immediata abolizione del protocollo “in toto” con il ripristino della situazione ex ante

B. la Dirigenza scolastica voglia rassegnare le dimissioni per manifesta incapacità nel proteggere i minori affidati e si riservano ogni azione per l’immediato ripristino della legalità, del rispetto e della dignità dovuti all’infanzia e alla gioventù senza alcun compromesso.

Il firmatario: